Europa what?
In Europa c’è la recessione, la crisi finanziaria minaccia di mandare in bancarotta la Grecia; paesi come Spagna, Portogallo e Italia non stanno benissimo. Eppure all’America che si prepara a scegliere il prossimo inquilino della Casa Bianca non importa. L’altra sera, nei novanta minuti di confronto serrato tra Barack Obama e Mitt Romney sulla politica estera a Boca Raton, in Florida, l’Europa non ha trovato alcuno spazio. Solo una citazione del presidente in carica, en passant, per dire che mai come ora “i rapporti con gli alleati sono stati così forti: in Asia, in Europa, in Africa, con Israele”.
5 AGO 20

In Europa c’è la recessione, la crisi finanziaria minaccia di mandare in bancarotta la Grecia; paesi come Spagna, Portogallo e Italia non stanno benissimo. Eppure all’America che si prepara a scegliere il prossimo inquilino della Casa Bianca non importa. L’altra sera, nei novanta minuti di confronto serrato tra Barack Obama e Mitt Romney sulla politica estera a Boca Raton, in Florida, l’Europa non ha trovato alcuno spazio. Solo una citazione del presidente in carica, en passant, per dire che mai come ora “i rapporti con gli alleati sono stati così forti: in Asia, in Europa, in Africa, con Israele”. Poi più nulla, né da parte democratica né da parte repubblicana.
Nicholas Kristof, columnist del New York Times, ha calcolato che la parola “Israele” è stata citata più volte di Europa, India e Africa messe assieme. Il Mali, ultima frontiera del terrorismo islamico, è stato menzionato quattro volte. L’unica traccia del Vecchio continente nella trascrizione ufficiale del dibattito è stata la Grecia, citata in due occasioni da Romney per dire che se l’America non si dà una mossa e continua sulla strada attuale rischia di fare la fine di Atene. Silenzio assoluto sulla crisi dell’euro, la cui implosione getterebbe nel caos l’economia di tutto il mondo, Stati Uniti compresi. Bob Schieffer, l’anziano moderatore del dibattito, ha preferito introdurre altri temi, dal medio oriente all’America latina, passando per l’Iraq e l’Afghanistan. Nessun accenno ad Angela Merkel o François Hollande, all’Unione europea come partner privilegiato. Obama guarda al Pacifico e alla Cina che cresce e preoccupa, Romney pensa all’Iran e alla Russia che fino a qualche mese fa era da lui considerata “il nemico numero uno”.
L’Europa da tempo non è una priorità per Washington. Da alleato di ferro è diventata un peso, il simbolo del fallimento finanziario e del declino, delle economie che arrancano, dei debiti pubblici altissimi e dell’incapacità di prendere decisioni politiche chiare. Bruxelles con le sue istituzioni e la sua burocrazia è l’alleato inaffidabile che fa perdere tempo e che destabilizza l’economia del pianeta. Un modello negativo e superato, strategicamente irrilevante per gli interessi della grande potenza.